Brigitte Bardot

aprile 7th, 2017 Posted by Polpo Mario, Vip del Polpo Mario 0 thoughts on “Brigitte Bardot”

brigitte bardot

Ospiti illustri frequentavano il mio ristorante: ricordo Walter Chiari e Alida Chelli che erano di casa, Rex Harrison veniva spesso per la mia bianchetta, la Liz Taylor e Richard Burton venivano a godersi un tramonto che a Portofino non c’era.

Oramai mi ero abituato a questi attori, conti e industriali, habitués dello scoglio; ma una forte emozione mi sconvolse quando da uno splendido panfilo arrivò nientepopodimeno che la Brigitte Bardot.
Lei mi chiese che cosa avevo di speciale da mangiare e caddi nel panico; avevo finito tutto: la pasta e i sughi!
In quel frangente mi venne un coraggio da leoni e cercando di prendere tempo, le dissi: “Signora Brigitte, le porto subito una bianchetta di Breccanecca e nel mentre si prende un po’ di sole le porto il menù”.
Andai in cucina da mia madre e le dissi: “Ma u ghé a Brigitte Bardot, cose ghe femmo da mangia? U nu ghe ciu ninte!”
Mia mamma mi rispose: ”Spaghetti no, ma farina sì e anche maggiorana; tu vai a prendere un po’ di patelle che io intanto impasto le tagliatelle”.
All’altezza dello “scoglio dei forni” ci sono stupende patelle dal pelo rosso, ne staccai mezzo bugliolo e poi le sgusciai usando un guscio affilato.

Il fascino del soffritto ligure!

Misi su un soffritto di bionda cipolla tagliata a strisce sottili; a soffritto dorato, feci evaporare un bicchiere di bianco, alzai il fuoco e dopo 5 minuti misi aglio e prezzemolo e subito dopo le patelle in parte trite ed in parte intere.
Il profumo del soffritto inondò lo scoglio e così pure le narici della B.B. assopita nel sonno; la curiosità del suo olfatto la attirò a girare la padella col cucchiaione di legno.
Imbarazzato e non sapendo che dire, buttai giù la frase più banale del mondo: ”Signora, le sembra che sappia abbastanza di sale?!”.
Lei mi sorrise ed assaggiò il sugo annuendo. Era fatta! L’approccio gastronomico stava filando a gonfie vele e baldanzoso continuai: ”Un po’ di pomodoro ci starebbe bene, cosa ne dice, ce lo mettiamo?”.
Annuì e velocemente una dadolata di pomodoro fresco cadde in padella.
I miei occhi, che non riuscivano a separarsi dalla parte superiore del bikini a quadretti blu, scivolarono lentamente sulla bocca e sugli occhioni…stavo rischiando di far bruciare il fondo della padella.
Il sogno durò poco. Sentii urlare: ”Brigitte…Brigitte, dove sei?” Sul panfilo, c’era un figo alto e biondo (che non avevo notato né calcolato), che si tuffò in mare e riportò la B.B. nel bagnasciuga.
Ritornai alla realtà spadellando il sugo di patelle con le tagliatelle alla maggiorana.
Complimenti a non finire! Brigitte mi disse che mai aveva mangiato delle tagliatelle così.
Ma i complimenti non mi confortavano a sufficienza per la fine del sogno.
Brigitte se ne andò via col figo biondo ed io rimasi lì col conto di carta straccia (seimila lire in tutto, per due persone, vino compreso…Eh, sì! Altri tempi!) e una mezza dozzina di rimpianti nel cuore illanguidito.
Ah! Se almeno, avessi avuto una macchina fotografica!
Comunque le tagliatelle alla B.B. furono il piatto clou dell’estate 1965.
Il nome del ristorante salì ancor di quota ed io le sere andavo al Covo di Santa Margherita nella speranza di incontrare B.B. Sognavo Brigitte che mi veniva incontro e mi diceva: ”Ciao Rudy, le tue tagliatelle erano proprio speciali.”. E mi invitava a rifarle il piatto sul suo yacht, magari in una notte stellata.
Ma questo, ahimè, rimase un sogno. La B.B. non la rividi che al cinema e…nel mio ricordo, che non invecchia mai.

 

No comments yet. You should be kind and add one!

Leave a Reply

Your email address will not be published.This is a required field!

<small>You may use these <abbr title="HyperText Markup Language">HTML</abbr> tags and attributes:<br> <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>